Con il termine anatocismo bancario ci riferiamo alla pratica in base a cui gli interessi che l’utente è tenuto a pagare alla banca vengono capitalizzati
Ma che significa questo? Che gli interessi non vengono più considerati come tali, bensì come parte della quota capitale. Il risultato è che si verranno a pagare altri interessi anche su quest’ultimi.
Risulta quindi di fondamentale importanza verificare sempre i propri estratti conto bancari tutelando i propri diritti. Nel corso degli anni, le varie disposizioni normative non hanno fatto altro che insistere sul tema dell’anatocismo bancario, dimostrando quanto questo sia un argomento di estrema importanza in senso lato.
In relazione ai contratti di conto corrente, il meccanismo anatocistico prende le seguenti mosse: se il conto corrente detiene un saldo negativo per il correntista alla singola chiusura trimestrale, gli interessi debitori maturati (in addebito sul conto) saranno sommati al capitale.
Sistema bancario e anatocismo
Va a determinarsi così un saldo di chiusura – comprensivo di capitale e interessi – su cui andranno ad essere applicati nuovi e altri interessi. Così facendo, ad ogni chiusura trimestrale gli interessi andranno calcolati sul capitale gonfiato dagli interessi dei tre mesi precedenti, dando vita ad una sorta di meccanismo di moltiplicazione, che con il passare del tempo (e soprattutto in periodi in cui i tassi saranno elevati) porta le banche ad incassare cifre piuttosto sostanziose.

Dalla fine degli anni ’90 la giurisdizione ha cominciato a condannare questo abuso, identificando quali illeciti tutta una serie di esercizi comportamentali incentivati dagli istituti di credito nei confronti dei propri utenti (aziende o singoli consumatori). Di base, tramite le sentenze del ’99, la Cassazione si è pronunciata insistendo sulla natura illegittima della pratica bancaria inerente la capitalizzazione degli interessi.
Immediatamente dopo però il legislatore è intervenuto in aiuto delle banche, con la Delibera CICR 9/2/2000, tramite cui in una condizione di parità di trattamento di capitalizzazione tra gli interessi dei debitori e dei creditori, ha reso nuovamente legittima la possibilità di continuare a generare interessi sugli interessi.
Il 22 Aprile 2000, l’entrata in vigore della Delibera CICR rappresenta sotto molti aspetti il limite disegnato tra anatocismo illegale ed anatocismo legale.
Le conseguenze pratiche del vigente perimetro normativo sono che tutti gli utenti titolari di conto corrente aperto prima del 22 Aprile 2000, godono del diritto alla restituzione degli interessi anatocistici presenti e addebitati sui propri conti correnti.
Qualunque utente o azienda, infatti, che abbia avuto rapporti di conto corrente con un istituto di credito, usufruendo di apertura di credito con saldi passivi fino al 2000, ha di sicuro subito illeciti vedendosi appioppati debiti di interessi anatocistici.
Oggi è possibile pretendere dall’istituto di credito il rimborso di quanto quest’ultimo ha trattenuto illecitamente, per i casi in cui il conto corrente in questione risulti ancora attivo oppure chiuso entro gli ultimi dieci anni.
A questo proposito risulta fondamentale che il possessore di conto corrente abbia conservato gli estratti conto trimestrali, estratti che saranno posti in esame al fine di provare in giudizio le cifre che la banca ha riscosso indebitamente nell’arco del tempo.
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Il cliente pagherà solo alla fine, qualora ottenga un rimborso ed eventualmente, sarà tenuto a corrispondere la somma pertinente le spese chieste dalla banca, per la consegna della documentazione (cifre contenute, di 100/200 euro al massimo).
Qualora, a seguito dell’analisi, si dovesse riscontrare la presenza di illeciti o di anomalie all’interno del tuo conto corrente, dovuti all’anatocismo bancario, sarai ricontattato per una proposta circa la strategia d’intervento personalizzata da adottare e per richiedere un risarcimento danni alla tua banca ed ottenere così il recupero degli interessi non dovuti.
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